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Tumore: classificazione, cause e prevenzione

Antonio Di Gregorio

Tumori e classificazione

Con il termine “tumore” si definiscono una gruppo di malattie che possono essere suddivise principalmente in tre grandi gruppi in base:

  • l’aggressività e al decorso clinico previsto: tumori benigni (non cancerosi) e tumori maligni (cancerosi o cancro);
  • stadiazione tumorale o classificazione TNM;
  • tipo istologico originario delle cellule proliferanti: tumori epiteliali, mesenchimali, delle cellule del sangue o del tessuto nervoso.

Classificazione: tumori benigni e tumori maligni

Tumore benigno

Quando si parla di tumore benigno non si parla di cancro.

I tumori benigni sono caratterizzati dalla crescita di alcune cellule che si sviluppano più del dovuto, dando vita a delle masse che possono assumere anche grandezze considerevoli.

Queste masse tumorali rimangono ben delimitate, conservano le caratteristiche del tessuto da cui hanno origine. Tra i tumori benigni più comuni si trovano:

  • i fibromi uterini;
  • i lipomi (dal tessuto adiposo);
  • gli angiomi (tumori dei vasi sanguigni);
  • i meningiomi (si formano dalle meningi, le membrane che ricoprono il cervello e il midollo spinale);
  • i neurinomi del nervo acustico;
  • gli adenomi dell’ipofisi;
  • i mixomi (si formano nel cuore);
  • i noduli tiroidei e i noduli delle corde vocali (in entrambi i casi si tratta, spesso, di casi di natura non tumorale, ma possono anche essere tumori benigni o più raramente maligni).

Le cause dei tumori benigni non sono del tutto conosciute. È noto però  che alcuni fattori possono favorire lo sviluppo; tra questi, la presenza nel proprio corredo genetico di determinati geni e/o di alcune mutazioni di specifici geni che regolano la proliferazione delle cellule.

Tumore maligno

Con il termine cancro o tumore maligno, si definiscono un gruppo di malattie che hanno come comune denominatore il “processo di crescita cellulare”. Il processo patologico è caratterizzato dall’abnorme accrescimento di un tessuto, che determina la comparsa di una tumefazione localizzata, con disturbi legati a:

  • distruzione del tessuto normale preesistente con la perdita di funzioni specifiche;
  • compressione di strutture vicine;
  • ostruzione di visceri cavi con ristagno dei secreti in essi contenuti.

Il nostro corpo è costituito da molti tipi di cellule, che in condizioni normali crescono e si dividono, producendo cosi altre cellule per poter mantenere l’organismo sano. Infatti nei tessuti normali, le cellule si riproducono per sopperire alle varie necessità dell’organismo, come la crescita o il rimpiazzo di cellule morte o danneggiate. In tali tessuti, la proliferazione e la differenziazione cellulare sono sottoposte a uno stretto controllo biochimico.

Le cellule, infatti, si dividono controllate da vari stimoli di accrescimento e sono dotate di meccanismi di difesa in grado di rallentare i processi di sviluppo, consentendo di riparare eventuali anomalie; nel caso in cui ciò non avvenga, la cellula va incontro a un processo di morte programmata definito apoptosi.

A volte però, il processo di riproduzione cellulare impazzisce, per cui le cellule si dividono troppo in fretta e spesso in maniera disordinata e incontrollata.

La causa di questi fenomeni sono le diverse alterazioni genetiche cellulari che fanno saltare i meccanismi di controllo in particolare, tali alterazioni portano ad un’aberrazione nell’espressione di geni proto-oncogeni.

Un gene proto-oncogeno è un gene fisiologicamente coinvolto nella regolazione della vita cellulare, che può divenire oncogenetico (acquisendo la capacità di generare una neoplasia) a seguito di ulteriori mutazioni o di un aumento della sua espressione, seguendo un processo a più stadi.

I geni oncogenetici sono infatti in grado di sovraesprimere o sottoesprimere proteine che regolano alcuni processi biochimici di accrescimento, causando una crescita cellulare preferenziale e accelerata. Allo stesso modo i geni mutati possono dar vita a geni oncosoppressori in grado di codificano per proteine che proteggono la cellula dall’accumulo di mutazioni potenzialmente tumorali.

Una volta innescata, la crescita cellulare incontrollata si può verificare un invasione dei tessuti circostanti e, spesso, anche l’invasione di tessuti che si trovano lontani dal sito di origine, (attraverso il sistema circolatorio sanguigno e linfatico); questo fenomeno prende il nome di metastasi.

Il tumore maligno cresce molto rapidamente e in maniera esponenziale ma, nonostante questo, inizialmente non produce sintomi. I primi segnali cominciano ad apparire solo quando la massa cancerosa raggiunge determinate dimensioni. Esistono diversi tipi di tumore che colpiscono l’uomo e le manifestazioni cliniche di ciascuno variano. A tal proposito, l’American Cancer Society ha pubblicato quelli che sono i principali segnali di avvertimento per la diagnosi precoce del cancro quali:

  • perdite di peso continue e inspiegabili;
  • frequenti mal di testa con vomito;
  • dolori localizzati;
  • massa o rigonfiamento insoliti;
  • febbre ricorrente e inspiegabile;
  • pallore notevole e perdita di energia;
  • cambio di abitudini nell’andare di corpo e urinare;
  • scarica o emorragia insolite;
  • inspessimento o nodulo al seno o in altre parti;
  • indigestione e difficoltà a deglutire;
  • evidenti cambiamenti in verruche o nei;
  • tosse assillante o cambio del tono di voce.

Trattamenti o cura

Il tipo di trattamento adottato varia a seconda del tipo di tumore, del suo stadio di sviluppo e delle condizioni del paziente.

I principali tipi di trattamento sono:

  • chirurgico,
  • chemioterapia antineoplastica,
  • radioterapia/radioterapia interna,
  • terapia ormonale,
  • immunoterapia,
  • ipertermia,
  • trattamento palliativo

Classificazione TNM

La classificazione TNM riguarda i tumori maligni ed è stata introdotta per la prima volta in Francia da Pierre Denoix.

La classificazione TNM viene applica per i tumori di tipo solido. Non è invece applicabile a tumori diffusi come la leucemia, il linfoma diffuso e il cancro ovarico.

Ogni tumore possiede quattro stadi, indicati con i numeri I, II, III e IV e a questi va aggiunto lo stadio 0, nel caso di carcinomi in situ.

Nella classificazione TNM ogni lettera indica un parametro che descrive determinate caratteristiche del tumore:

  • lettera T: indica le dimensioni del tumore primario. Il valore di questo parametro varia da 1 (tumore piccolo) a 4 (tumore grande). La lettera T può essere affiancata dalla sigla “is” (Tis), nel caso in cui il tumore sia in situ. Se la lettera T è seguita dalla lettera “x” (Tx) significa che non è possibile valutare la dimensione del tumore.
  • lettera N: indica il coinvolgimento dei linfonodi. Il valore di questo parametro va da 0 (nessun linfonodo coinvolto) a 3 (molti linfonodi coinvolti). La lettera N può essere seguita dalla lettera “x” (Nx) significa che non è possibile determinare la quantità di linfonodi coinvolti.
  • lettera M: indica la presenza di metastasi. Può assumere valore 0 (nessuna metastasi) o valore 1 (presenza di metastasi).

Il parametro rappresentato dalla “x” indica che non si conosce l’esatta estensione a distanza della malattia per il quale sono necessari ulteriori esami di approfondimento (ad esempio: PET, TAC, RMN, scintigrafia ossea, ecografia, radiografie, ecc.)

Grado di aggressività del tumore

Un altro parametro importante per una giusta classificazione del tumore è lo stato di aggressività, indicato con una lettera G con un valore da 1 a 4:

  • grado 1 (G1, tumore ben differenziato) si riferisce a neoplasie con cellule tumorali che hanno, all’esame microscopico, aspetto lievemente differente rispetto alle cellule normali dello stesso tessuto;
  • grado 2 (G2, tumore moderatamente differenziato) è quello intermedio;
  • grado 3 (G3, tumore scarsamente differenziato) si riferisce a cellule tumorali con aspetto altamente difforme da quelle dello stesso tessuto normale;
  • grado 4 (G4, indifferenziato) si riferisce a cellule che hanno perso totalmente le caratteristiche del tessuto d’origine (anaplasia).

Anche la lettera G può essere seguita da una “x” (Gx) con il significato che non è possibile determinare il grado di differenziazione.

N.B.: I tumori ben differenziati sono i meno aggressivi, perché le cellule tumorali possiedono ancora caratteristiche simili a quelle sane del tessuto nel quale si sono sviluppate; viceversa, a un basso grado di differenziazione corrisponde un’alta aggressività.

Stadio TNM
Stadio 0 Tis N0 M0
(tumore in situ)
Stadio I T1-2 N0 M0
Stadio II T1-2 N1 M0
T3 N0 M0
Stadio III T1-2 N2-3 M0
T3 N1-3 M0
T4 N0-3 M0
Stadio IV T1-4 N0-3 M1
(qualunque caso in cui si abbiano metastasi a distanza)

 

 

Summary

Articolo che descrive in maniera chiara la classificazione del tumore. La differenza che esiste tra tumore maligno e benigno

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Informazioni sull'autore

Antonio Di Gregorio

Antonio Di Gregorio

Sono Antonio, nato ad Andria fisioterapista laureato presso l'università degli studi di Bari il 10-05-2011.
Lavoro presso il Presidio di Riabilitazione"A. Quarto di Palo e Mons.G. Di Donna" di Andria.
Da circa 5 anni collabora con ATP Challenger Tour per il servizio di fisioterapia.
Da sempre vicino e promotore di molte iniziative per il sociale e a tutela del disabile.
Il mio motto " affrontare ogni difficoltà dando sempre il massimo e chiedersi Perché lo si sta facendo"

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