Medicina & Salute

Morbo di Parkinson: sintomi,cause,trattamento

Antonio Di Gregorio

Morbo di Parkinson: i sintomi, le cause, i trattamenti

Introduzione

La malattia prende il nome dal medico inglese James Parkinson, che pubblicò la prima descrizione dettagliata nel suo trattato An Essay on the Shaking Palsy nel 1817.

Nel trattato veniva descritta come una patologia caratterizzata da tremore e difficoltà di movimento, basata sull’osservazione di solo sei malati. Si osservarono “movimenti tremorigeni involontari con riduzione della potenza muscolare in parti del corpo non impegnate nel movimento; tendenza ad inclinare in avanti il tronco e a passare dal cammino alla corsa mentre la sensibilità e le funzioni intellettive restano inalterate”. In seguito, diversi studi hanno portato alla luce come i soggetti affetti da “paralisi agitante”, in realtà non siano paralizzati. Pertanto, il termine non è più stato utilizzato per definire la patologia, che attualmente è nota come malattia o morbo di Parkinson.

La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che ha più definizioni morbo di Parkinson, parkinsonismo idiopatico, parkinsonismo, sindrome ipocinetica rigida.

E’ presente in tutto il mondo ed in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, con una lieve prevalenza in quello maschile. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.

Cause della malattia del Parkinson

Anatomicamente, la sostanza nera appartiene a quelle strutture anatomiche che nel loro insieme costituiscono i gangli della base. Il nome sostanza nera deriva dal fatto che questa zona si presenta più scura rispetto all’area cerebrale circostante; tale colorazione, in particolare, è legata alla presenza nelle cellule di un pigmento, chiamato neuromelanina.

A causa della lenta ma considerevole perdita di cellule che caratterizza il morbo di Parkinson, nei cervelli affetti  è stata osservata una minore colorazione brunastra in tali aree.

A livello di quest’ aria si ha la produzione della dopamina un neurotrasmettitore che ha il compito di trasmettere i messaggi da un neurone all’altro.

Nelle persone affette da Morbo di Parkinson  la produzione del neurotrasmettitore diminuisce.

Un segno distintivo, dal punto di vista anatomo-patologico, del morbo di Parkinson, è rappresentato dalla presenza dei corpi di Lewi. Essi sono delle inclusioni sferiche ialine tipiche, presenti nella sostanza nera

La maggior parte delle persone con malattia di Parkinson presenta una condizione idiopatica (che non ha una causa specifica nota). Una piccola percentuale di casi, tuttavia, può essere attribuita a fattori genetici . Altri fattori sono stati associati con il rischio di sviluppare la malattia, ma non sono state dimostrate relazioni causali.

La malattia di Parkinson è stata tradizionalmente considerata una malattia non genetica. Tuttavia, circa il 15% degli individui con malattia di Parkinson ha un parente di primo grado con la stessa condizione. Numerosi studi sugli aspetti genetici stanno cominciando a identificare i vari geni coinvolti nella predisposizione alla Malattia di Parkinson ma attualmente, a parte rari casi, non si può stabilire con chiarezza quale è la probabilità di aver ereditato questa predisposizione all’interno della famiglia. Le rare eccezioni sono quelle famiglie in cui la predisposizione genetica è legata ad una mutazione su un singolo gene (malattia monogenica).

I geni Parkina,  PINK-1 e DJ-1 funzionano con un meccanismo recessivo e in genere provocano una malattia ad esordio giovanile prima dei 40 anni.

In questi pazienti i sintomi sono tipici (lentezza dei movimenti, tremore e rigidità), l’andamento della malattia è lento e la risposta alla terapia molto buona.

Il ruolo del gene SNCA è importante in quanto l’alfa-sinucleina alfa è il componente principale dei corpi di Lewy. Mutazioni del gene (in cui un singolo nucleotide viene cambiato) e duplicazioni e triplicazioni del locus che lo contiene, sono state trovate in diversi gruppi aventi familiari affetti dalla malattia di Parkinson. Tuttavia, moltiplicazioni del locus SNCA rappresentano circa il 2% dei casi familiari.

Il gene LRRK2 (PARK8) codifica per una proteina chiamata dardarina. Il nome dardarina deriva da una parola basca che sta per tremore. Le mutazioni nel LRRK2 sono la causa più comune conosciuta di malattia di Parkinson famigliare e sporadica, esse rappresentano circa il 5% degli individui con una storia familiare della malattia.

Quali sono i sintomi del Parkinson?

Una caratteristica del morbo di Parkinson è l’elevato numero di sintomi, sia motori che non motori, responsabili di invalidità significativa e di pesanti ripercussioni sulla qualità di vita degli individui colpiti dalla malattia.

Sintomi non motori:

  • disfunzione autonomica ;
  • disturbi gastrointestinali (stipsi);
  • disturbi neuropsichiatrici (depressione, lieve deficit cognitivo, disturbo comportamentale nel sonno o sleep behavior disorder);
  • disturbi sensoriali (dolore, sindrome delle gambe senza riposo).

Sintomi motori:

  • Acinesia: Abolizione o riduzione notevole dei movimenti volontari, automatici e associati;
  • Bradicinesia: rappresenta il sintomo più caratteristico del morbo di Parkinson e consiste in un lungo periodo di latenza tra il comando e l’inizio del movimento. Il risultato è una riduzione della velocità di esecuzione dei gesti motori rispetto alle condizioni normali
  • Rigidità: i muscoli risultano continuamente tesi, anche quando il paziente affetto da malattia di Parkinson appare rilassato. Questa forma di ipertonia si manifesta con una certa prevalenza a livello dei muscoli flessori del tronco e degli arti. Inoltre, interessa anche i piccoli muscoli facciali, della lingua e della laringe.
  • Tremore a riposo: prende la forma di un movimento ritmico in cui è possibile individuare 4-6 battiti al secondo. Potrebbe colpire il pollice e l’indice, spesso inizialmente solo in una mano, sebbene a volte un piede o la bocca siano le prime parti colpite. È molto evidente quando la mano è ferma o la persona si trova sotto stress.
  • Disturbi dell’andatura e alterazione dei riflessi posturali : vi è una certa difficoltà ad iniziare il movimento. Questo fenomeno – in cui l’individuo tende a camminare sul posto, per poi partire velocemente con il tronco piegato in avanti, le braccia flesse e vicine al corpo, le gambe rigide e flesse, con passi corti e piedi che strisciano al suolo – è detto festinazio. L ‘individuo colpito da Parkinson se viene spinto, tende a cadere in avanti perché non in grado di compiere gli aggiustamenti posturali.

Diagnosi

La diagnosi non si basa solo sull’esame clinico, ma si fonda anche sulla storia clinica e familiare del paziente, oltre che sulla valutazione di sintomi e segni neurologici.

Gli esami strumentali, quali la Risonanza magnetica nucleare ad alto campo, la SPECT DATscan, la PET cerebrale e la scintigrafia del miocardio servono da supporto, talvolta indispensabile, alla diagnosi clinica.

Cura e terapia

Non esiste una cura per la malattia di Parkinson, ma il trattamento farmacologico, la chirurgia e la gestione multidisciplinare sono in grado di fornire sollievo ai sintomi. I farmaci principalmente utilizzati per il trattamento della patologia sono la levodopa (di solito in combinazione con un inibitore della dopa-decarbossilasi e un inibitore delle COMT), gli agonisti della dopamina e gli inibitori MAO-B (Inibitore della monoamino ossidasi).

Prevenzione della malattia

Non esistono a oggi farmaci in grado di prevenire la malattia di Parkinson. Tuttavia, sebbene non esista un modello specifico di prevenzione, questa può essere attuata in diversi modi:

– Una maggiore conoscenza delle norme igienico-farmacologiche: non utilizzare in maniera impropria ma solo su prescrizione medica preparati come gli antinausea centrali, alcuni dei quali in libera vendita in farmacia. Medicinali di questo genere, specialmente se assunti cronicamente in persone predisposte e sotto una certa età, possono indurre un parkinsonismo anche irreversibile.

– L’adozione di una dieta fortemente antiossidante: chi segue diete ad alto tenore lipidico ricca di grassi saturi corre più rischi di ammalarsi.

– Lo svolgimento di una corretta attività fisica.

Fisioterapia

La riabilitazione diventa un costante e sistematico “ riallenamento” al movimento, con il quale cerchiamo di contrastare la lentezza, la scarsa fluidità e la mancanza di coordinazione del movimento utilizzando la ripetizione di diversi esercizi ben finalizzati.  La rigidità e il rallentamento motorio comportano modificazioni della postura (atteggiamento in stazione eretta), della deambulazione e dell’equilibrio in generale, con ripercussioni anche a livello della colonna vertebrale e delle singole articolazioni che si “fissano” in posizioni viziate. L’esercizio mira a correggere questi atteggiamenti e a prevenire l’insorgere di patologie dolorose a carico dei vari segmenti ossei. È invece possibile fare poco per contrastare il tremore anche se un certo beneficio potrebbe conseguire al miglioramento della performance fisica, per cui il paziente acquista maggior sicurezza nel movimento con un conseguente miglioramento del tono dell’umore e una riduzione dell’ansia. Il risultato più eclatante riferito dai pazienti che hanno eseguito con costanza un programma di fisiochinesiterapia è quello di aver ottenuto un aumento del grado di autonomia nelle attività della vita quotidiana.

1. Esercizi di allungamento e di mobilizzazione

Finalità: prevenzione delle retrazioni muscolotendinee a carico delle singole articolazioni e dell’insorgere di patologie dolorose ossee, correzione degli atteggiamenti posturali viziati.

2. Esercizi funzionali

Finalità: miglioramento della capacità di cambiare posizione (sdraiata, seduta, in piedi) e di compiere gesti della vita quotidiana (ad esempio girarsi nel letto).

3. Esercizi di equilibrio

Finalità: miglioramento dell’equilibrio.

4. Esercizi di coordinazione

Finalità: miglioramento della fluidità e della precisione del movimento.

 A seconda del grado di autonomia conservata, il paziente sceglierà il livello di difficoltà degli esercizi:

 Esercizi di livello 1:

Il paziente che può utilizzare gli esercizi di questo livello è autonomo in tutte le attività della vita quotidiana.

Esercizi di livello 2:

utilizza gli esercizi di questo livello il paziente parzialmente autonomo, che necessita di un piccolo aiuto nelle attività della vita quotidiana, ma che ha conservato la capacità di alzarsi e sedersi da una sedia in sicurezza e di mantenere l’equilibrio con minimo appoggio.

Gli esercizi vanno eseguiti con regolarità, possibilmente ogni giorno, nel momento di maggior rendimento fisico che può variare per ogni singola persona.

Esempi di esercizi di livello 1

1.   Posizione di partenza.
A pancia in su con le braccia lungo i fianchi, le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra.
  Posizione di arrivo.
Portare un ginocchio al petto aiutandosi con le mani e distendere l’altra gamba; mantenere la posizione contando fino a 20 e ritornare in posizione di partenza.
Ripetere tre volte per gamba.
2.   Dalla posizione in ginocchio seduto sui talloni.
Allungarsi il più possibile con le braccia e la schiena senza alzare il sedere.
Mantenere la posizione contando fino a venti. Rilasciare.
Ripetere tre volte.
3.   Seduti, gamba destra piegata e gamba sinistra allungata.
Piegare la schiena il più possibile allungandosi in direzione del piede sinistro fino a sentir tirare sotto la coscia sinistra. Mantenere la posizione contando fino a venti e rilasciare.
Ripetere tre volte per gamba.

 Esercizi in posizione sdraiata a terra

1.   Posizione di partenza.
Sdraiato a pancia in su con le gambe e le braccia distese.
2.   Toccare con la mano destra il ginocchio della gamba sinistra che si piega.
3.   Ritornare alla posizione di partenza.
4.   Toccare con la mano sinistra il ginocchio della gamba destra che si piega.
Ripetere dieci volte.

Esercizi di coordinazione

Esercizi in posizione seduta su una sedia senza braccioli
1.   Posizione di partenza.
Seduto comodo sulla sedia, gambe piegate con i piedi sotto la sedia, le mani alle spalle.
2.   Contemporaneamente allungare le gambe in avanti e allargare le braccia in fuori.
3.   Ritornare alla posizione di partenza.
Ripetere dieci volte.

Esercizi in piedi

Esercizi di allungamento e di mobilizzazione
1.   Posizione di partenza.
In piedi con le braccia piegate e le mani alle spalle.
2.   Posizione di arrivo.
Stendere i gomiti e allargare le braccia in fuori allontanandole il più possibile; tirar su le mani e allargare le dita.
Mantenere la posizione contando fino a dieci e tornare alla posizione di partenza.
Ripetere tre volte.

Esercizi per i movimenti fini della mano

  • Schiacciare fra le due mani una pallina di spugna, prima lentamente e poi sempre con maggiore forza;
  • Stringere con tutta la forza che si ha una pallina da tennis nel palmo della mano per 5 secondi. Ripetere poi con l’altra mano;
  • Premere più volte una mano contro l’altra tenendo i palmi piatti e tutte le dita (pollice compreso) ben unite;
  • Unire il pollice della mano con l’indice della stessa mano in maniera tale da formare un OK, eseguire questo esercizio per tutte le dita.

 

Valutazione dell'articolo
  • Utilità
  • Completezza
  • Facilità di lettura
4.7

Riassunto

Una guida completa per il Morbo di Parkinson

Sending
User Review
4.5 (6 votes)

Informazioni sull'autore

Antonio Di Gregorio

Antonio Di Gregorio

Sono Antonio, nato ad Andria fisioterapista laureato presso l'università degli studi di Bari il 10-05-2011.
Lavoro presso il Presidio di Riabilitazione"A. Quarto di Palo e Mons.G. Di Donna" di Andria.
Da circa 5 anni collabora con ATP Challenger Tour per il servizio di fisioterapia.
Da sempre vicino e promotore di molte iniziative per il sociale e a tutela del disabile.
Il mio motto " affrontare ogni difficoltà dando sempre il massimo e chiedersi Perché lo si sta facendo"

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti gratis alla newsletter!

Non perdere i nostri aggiornamenti. Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter!
ISCRIVITI
close-link
Contattaci per qualsiasi informazione Ti risponderemo appena possibile!

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.