Legge 104 Normative

Legge 104: Diritto all’educazione e all’istruzione

Valeria Liso
Scritto da Valeria Liso

Nella Legge 104/’92 l’istruzione viene considerata il tramite per realizzare l’integrazione sociale della persona handicappata.

L’art. 8 infatti sottolinea l’importanza di disporre di adeguate dotazioni didattiche e tecniche, prove di valutazione, e personale qualificato per garantire alla persona con handicap il diritto allo studio; ritiene necessario, poi, estendere l’attività educativa con proposte extrascolastiche.

L’art. 12, invece, ribadisce che l’istruzione deve essere un diritto, tutelato a partire dalla scuola materna fino all’università.
Per ogni studente con handicap viene realizzato un profilo dinamico-funzionale (PDF) preposto alla formulazione di un piano educativo individualizzato (PEI).

Il profilo, sulla base delle caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno, mette in rilievo sia le difficoltà di apprendimento dovute alla situazione di handicap sia le possibilità di recupero, oltre alle capacità individuali che devono essere sostenute e rafforzate.

Realizzato dagli operatori delle unità sanitarie locali insieme al personale insegnante specializzato della scuola, e con la collaborazione dello studente e della famiglia, il profilo dinamico funzionale viene aggiornato al termine delle scuole materna, elementare e media, e periodicamente durante le scuole superiori.
Per gli studenti in età scolare e costretti temporaneamente ad assenze perché ricoverati è prevista l’organizzazione di classi ordinarie quali sezioni staccate della scuola statale.

L’art. 13, ribadendo l’importanza del coordinamento tra scuole, servizi sanitari, socio-assistenziali, ricreativi e culturali, cita due casi: l’integrazione nelle università e negli asili nido.

Nel caso degli atenei è prevista la programmazione di interventi adeguati sia al bisogno della persona che al piano di studio individuale.

Si evidenzia anche l’importanza degli interpreti per venire incontro agli studenti sordi.

Infine sussidi tecnici, didattici e servizi di tutorato sono previsti nelle università nei limiti del loro bilancio e  delle  risorse destinate alla copertura  di queste attività. .
Nel caso degli asili nido, invece, si prevede che le unità sanitarie locali possano adeguarne l’organizzazione e il funzionamento per avviare precocemente il recupero e la socializzazione dei bambini con handicap.

 

A questo obiettivo contribuisce anche l’assegnazione di insegnanti e assistenti specializzati, la cui presenza deve essere garantita nelle scuole di ogni ordine e grado.

L’art. 14 è dedicato al ruolo degli insegnanti di sostegno.
Attenzione viene posta sull’importanza sia di un aggiornamento costante in materia di handicap sia di un confronto tra docenti del ciclo inferiore e quelli del ciclo superiore per agevolare l’esperienza scolastica dello studente disabile.
L’articolo 14 fornisce anche indicazioni sui piani di studio che gli aspiranti docenti devono seguire per essere abilitati all’attività didattica di sostegno.

L’art. 15 prevede l’istituzione di appositi gruppi di lavoro in ogni ufficio scolastico provinciale, in ogni circolo didattico e negli istituti di scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

I membri di questi gruppi hanno il compito di collaborare nelle attività organizzate per integrare gli alunni con difficoltà di apprendimento.

Per quanto riguarda, poi, la valutazione dello studente, l’art. 16 stabilisce che nel piano educativo individualizzato devono essere indicati per quali discipline siano stati usati criteri didattici particolari, e le eventuali attività integrative e di sostegno.
Lo stesso articolo si sofferma poi sugli esami del rendimento dello studente.

Nella scuola dell’obbligo si prevedono prove corrispondenti agli insegnamenti impartiti e in grado di valutare il progresso dell’alunno in rapporto al suo livello iniziale.

Nella scuola secondaria di secondo grado sono consentite prove equipollenti e, nel caso di quelle scritte, tempi più lunghi.

 

L’alunno può contare sulla presenza di assistenti per l’autonomia e la comunicazione, e può utilizzare gli ausili necessari.
All’università sono consentiti prove equipollenti, tempi più lunghi e mezzi tecnici previa intesa con il docente della materia d’esame e con l’ausilio del servizio di tutorato.

L’art. 17 considera invece la situazione degli alunni disabili nei centri di formazione professionale. Questi centri, siano essi pubblici o privati, devono tenere in considerazione le diverse capacità ed esigenze degli alunni con handicap.
Se questi non possono seguire gli ordinari metodi di apprendimento, devono essere garantite loro attività specifiche sulla base anche del piano educativo individualizzato.
Per conoscere il contenuto dettagliato degli articoli citati in questa pagina è possibile consultare il testo della L. 104/92.

Si precisa che con la legge denominata della Buona Scuola 107/2015 sono state apportate delle modifiche anche nel campo dell’insegnamento di sostegno e della didattica ai disabili, di cui si parlerà in un altro articolo.

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Riassunto

Un ottimo articolo sul diritto all’educazione e all’istruzione per la legge 104

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Informazioni sull'autore

Valeria Liso

Valeria Liso

Valeria Liso, abogado, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bari nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, si occupa di amministrazione di sostegno, tutela, disabilità e previdenza.
Ha moderato il seminario giuridico dal titolo "La tutela dei soggetti deboli: tra legge e prassi per l'amministratore di sostegno e il tutore", tenutosi presso l' Università Degli Studi di Bari - Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Prof. Contento; è autrice dell'articolo "Down, una preziosa risorsa" e dell'articolo "Quale assistenza nelle nostre scuole", entrambi pubblicati sulla Gazzetta Del Mezzogiorno Nord barese.

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