Medicina & Salute Normative

L’amministratore di sostegno: quello che c’è da sapere

Valeria Liso
Scritto da Valeria Liso

Il braccio destro per il diversamente abile: tutto quello che c’è da sapere

Chi è l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è una persona nominata con decreto dal Giudice Tutelare, ed ha il compito di assistere, sostenere e rappresentare chi, per effetto di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte al compimento delle funzioni della vita quotidiana.
Si tratta di una figura innovativa, che è stata introdotta con la Legge 6/2004, ed ha lo scopo di garantire protezione giuridica senza tuttavia limitarne in modo eccessivo la capacità di agire a chi non è in grado di provvedere ai propri interessi perché privo in tutto o in parte di autonomia.

Chi può chiedere la nomina dell’amministratore di sostegno?

La nomina dell’amministratore di sostegno può essere chiesta da:

  1. beneficiario (anche se minore, interdetto o inabilitato);
  2. coniuge;
  3. persona stabilmente convivente;
  4. parenti entro il 4° grado: genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti e cugini;
  5. affini entro il 2°grado: cognati, suoceri, generi, nuore;
  6. pubblico ministero;
  7. tutore o il curatore;
  8. responsabili dei servizi sociali e sanitari.

Quando va chiesta la nomina di un amministratore di sostegno?

Poiché l’amministratore di sostegno è quella figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, se ne deduce, quindi, che si deve ricorrere a tale figura quando il soggetto interessato ha una ridotta capacità di agire nell’espletamento degli atti quotidiani della propria vita. Ad es. gli anziani, i disabili, gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute e i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio.

Come si richiede l’amministratore di sostegno?

Per richiedere un’amministratore di sostegno va presentato ricorso. Il ricorso, che va presentato senza la necessaria assistenza di un avvocato, va depositato presso la cancelleria del Giudice Tutelare del luogo di residenza o domicilio del beneficiario, e deve contenere:

  1. le generalità del beneficiario e la sua dimora abituale;
  2. le ragioni per le quali si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno;
  3. il nominativo e domicilio, se conosciuti dal ricorrente, del coniuge del beneficiario, dei discendenti e degli ascendenti del beneficiario, dei fratelli del beneficiario e dei conviventi del beneficiario e ogni altra indicazione utile a fornire al Giudice Tutelare un quadro il più possibile completo della situazione del beneficiario. (art 407 c.c.).

L’amministratore di sostegno viene nominato con decreto del Giudice Tutelare

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione:

  1. delle generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno;
  2. della durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;
  3. dell’ oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;
  4. degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno;
  5. dei limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;
  6. della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

La scelta dell’amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario.
Nella scelta della persona da nominare amministratore di sostegno il giudice tutelare preferisce se possibile:

  1. il coniuge che non sia separato legalmente;
  2. la persona stabilmente convivente;
  3. il padre, la madre;
  4. il figlio;
  5. il fratello o la sorella;
  6. il parente entro il quarto grado;
  7. il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
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Riassunto

Un buon articolo con nozioni e indicazioni sull’amministrazione di sostegno

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Informazioni sull'autore

Valeria Liso

Valeria Liso

Valeria Liso, abogado, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bari nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, si occupa di amministrazione di sostegno, tutela, disabilità e previdenza.
Ha moderato il seminario giuridico dal titolo "La tutela dei soggetti deboli: tra legge e prassi per l'amministratore di sostegno e il tutore", tenutosi presso l' Università Degli Studi di Bari - Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Prof. Contento; è autrice dell'articolo "Down, una preziosa risorsa" e dell'articolo "Quale assistenza nelle nostre scuole", entrambi pubblicati sulla Gazzetta Del Mezzogiorno Nord barese.

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