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Il biotestamento è realtà

Valeria Liso
Scritto da Valeria Liso

In data 16/01/2018 è stata pubblicata la legge sul testamento biologico sulla Gazzetta Ufficiale

Il biotestamento denominato anche testamento biologico o dichiarazione anticipata di trattamento è un documento che ratifica una volontà, espressa in condizione di lucidità mentale, riguardante terapie e trattamenti sanitari a cui ci si intende o non ci si intende sottoporre qualora non si fosse più in grado di esprimere il proprio volere a causa di patologie invalidanti.

Cosa prevede la lagge

I punti salienti:

  • Consenso informatico

Art. 1 – prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

Se il paziente lo desidera, nella relazione di cura tra lui e il medico, possono essere coinvolti anche i familiari.

  • Terapia del dolore

Art. 2 – prevede che il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38.

Nei casi di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati.

In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore con il consenso del paziente.

Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati ed annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

  • I minori o incapaci

Art. 3 – definisce la questione per quanto riguarda minori e incapaci. La persona minore di età o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, nel rispetto dei diritti di cui all’articolo 1, comma 1.

Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nelle condizioni di esprimere la sua volontà.

Per quanto riguarda i minori il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore.

Il consenso informato della persona interdetta ai sensi dell’articolo 414 del codice civile è espresso o rifiutato dal tutore, sentito l’interdetto ove possibile, avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita della persona nel pieno rispetto della sua dignità.

Il consenso informato della persona inabilitata è espresso dalla persona inabilitata o dal curatore. Nel caso in cui sia stato nominato un amministratore di sostegno la cui nomina preveda l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario, il consenso informato è espresso o rifiutato anche dall’amministratore di sostegno ovvero solo da quest’ultimo, tenendo conto della volontà del beneficiario, in relazione al suo grado di capacità di intendere e di volere.

In assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all’articolo 4, nel caso in cui il rappresentante legale del minore, dell’ interdetto o dell’inabilitato oppure l’amministratore di sostegno rifiuta le cure proposte e il medico ritiene invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria.

  • Disposizioni anticipate di trattamento

Art. 4 – Ogni persona maggiorenne capace di intendere e volere in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

Le DAT, sempre revocabili, sono vincolanti per il medico e in conseguenza di ciò è esente da responsabilità civile o penale.

Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata, con sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale o da un medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato; sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo, e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non consentono di utilizzare la forma scritta, le DAT possono essere espresse anche attraverso la videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare.

Con le stesse forme, in qualsiasi momento, può avvenire il rinnovo, la modifica o la revoca delle Dat, ed in caso di emergenza o di urgenza la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni.

  • Pianificazione delle cure

Nella relazione tra medico e paziente rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente ed il medico, alla quale il medico e’ tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.

Differenza tra biotestamento e eutanasia

Biotestamento ed eutanasia sono strettamente collegati tra loro, ma esistono delle differenze sostanziali da non sottovalutare.

Mentre il testamento biologico tratta il diritto di un paziente di scegliere consapevolmente e coscientemente come essere curato in caso di incapacità (malattia invalidante), l’eutanasia indica invece la scelta volontaria di un malato terminale di porre “fine alla sua vita”.

L’ eutanasia prevede l’intervento medico volto all’interruzione della vita che può essere di tre tipologie:

  1. Passiva: quando il medico si astiene dal praticare cure che continuino a tenere in vita il malato terminale;
  2. Attiva: quando il medico causa direttamente la morte del malato;
  3. Attiva volontaria: quando il medico agisce su richiesta esplicita del malato.
  • Utilità
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Riassunto

Piccolo articolo che mette a confronto l’eutanasia e il testamento biologico, riassumendo in pochi punti cos’è la legge del biotestamento approvata in Senato e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16-01-2018

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Informazioni sull'autore

Valeria Liso

Valeria Liso

Valeria Liso, abogado, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bari nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, si occupa di amministrazione di sostegno, tutela, disabilità e previdenza.
Ha moderato il seminario giuridico dal titolo "La tutela dei soggetti deboli: tra legge e prassi per l'amministratore di sostegno e il tutore", tenutosi presso l' Università Degli Studi di Bari - Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Prof. Contento; è autrice dell'articolo "Down, una preziosa risorsa" e dell'articolo "Quale assistenza nelle nostre scuole", entrambi pubblicati sulla Gazzetta Del Mezzogiorno Nord barese.

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