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DSA: disturbi specifici dell’apprendimento e la legge 170/2010

Valeria Liso
Scritto da Valeria Liso

I disturbi specifici dell’apprendimento: definizione

Per disturbi specifici di apprendimento, identificati con l’acronimo DSA si intende  disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici. Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:

  • dislessia: disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo);
  • disortografia: disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica);
  • disgrafia: disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria);
  • discalculia: disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri).

Le disfunzioni neurobiologiche alla base dei disturbi interferiscono con il normale processo di acquisizione della lettura, della scrittura e del calcolo.

I fattori ambientali – rappresentati dalla scuola, dall’ambiente familiare e dal contesto sociale – si intrecciano con quelli neurobiologici e contribuiscono a determinare il fenotipo del disturbo e un maggiore o minore disadattamento.

Agevolazioni fiscali per i DSA

La legge di bilancio 2018 ha introdotto un’importante novità con riferimento alle famiglie con bambini o ragazzi che hanno una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento, cioè dislessia, disgrafia, discalculia etc.

A partire da quest’anno infatti sarà possibile detrarre nella misura del 19%, in sede di dichiarazione dei redditi, le spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (c.d. DSA), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado, sia per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici (di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170), necessari all’ apprendimento, sia per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale ed assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.

Ciò ovviamente in presenza di un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i sussidi e gli strumenti acquistati ed il tipo di disturbo dell’apprendimento diagnosticato.

Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, l’Agenzia delle Entrate dovrà emanare un decreto con le disposizioni attuative, alle quali le famiglie dovranno attenersi per poter usufruire dell’agevolazione.

Tale disposizione si applicherà alle spese sostenute dall’anno d’imposta in corso fino al 31 dicembre 2018.

Il riconoscimento dei DSA è previsto dalla legge 170/2010, che stabilisce delle misure per attivare un percorso didattico idoneo allo studente che presenti difficoltà, con la possibilità di accedere a “strumenti compensativi” e a “misure dispensative”, contenuti nel PDP (piano didattico personalizzato) che la scuola redige in collaborazione con la famiglia dello studente con diagnosi di DSA.

Per poter intraprendere percorsi di potenziamento educativo che contemplano questo genere di strumenti è necessario che la famiglia sia in possesso di una diagnosi di DSA, prodotta da specialisti esperti mediante specifici test standardizzati sottoposti al bambino.

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Riassunto

Cosa si intende per DSA?Quali agevolazioni fiscali sono state introdotte nella legge di bilancio 2018? Un piccolo articolo che lo descrive con molta semplicità

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Informazioni sull'autore

Valeria Liso

Valeria Liso

Valeria Liso, abogado, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bari nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, si occupa di amministrazione di sostegno, tutela, disabilità e previdenza.
Ha moderato il seminario giuridico dal titolo "La tutela dei soggetti deboli: tra legge e prassi per l'amministratore di sostegno e il tutore", tenutosi presso l' Università Degli Studi di Bari - Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Prof. Contento; è autrice dell'articolo "Down, una preziosa risorsa" e dell'articolo "Quale assistenza nelle nostre scuole", entrambi pubblicati sulla Gazzetta Del Mezzogiorno Nord barese.

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