Barriere architettoniche Normative

Accorgimenti tecnici per il superamento delle barriere architettoniche

Salvatore Figliolia

La vita quotidiana di ciascuno di noi è caratterizzata da una serie di azioni che per i più possono risultare spontanee e di facile esecuzione ma non sempre risulta essere così.

Basti pensare alle persone che hanno delle capacità motorie ridotte e che si ritrovano dinnanzi a degli impedimenti fisici, detti “barriere architettoniche”.

Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 24 luglio 1996, per barriere architettoniche si intendono tutti quelli ostacoli fisici che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti e che quindi sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea.

La Normativa Italiana nel corso degli anni ha sempre più preso in considerazione tutto ciò che riguardasse la limitazione della libertà di movimento adottando una serie di accorgimenti e segnalazioni che permettano l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque.

Il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) nel Capo III ha definito le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico.

Sia per quanto riguarda la costruzione di nuovi edifici privati che per la ristrutturazione di interi edifici esistenti, il Testo Unico dell’Edilizia ha stabilito una serie di prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale.

Il più alto livello di qualità dello spazio costruito risulta essere l’accessibilità che consente la totale fruizione nell’immediato.

Ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche, per gli edifici privati e per quelli pubblici, la progettazione e/o la ristrutturazione deve prevedere i seguenti accorgimenti tecnici definiti dal Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236:

Porte

Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente manovrabili da entrambi i lati di utilizzo, tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote; il vano della porta e gli spazi antistanti e retrostanti devono essere complanari.

La luce netta della porta di accesso di ogni edificio e di ogni unità immobiliare deve essere di almeno 80 cm.

La luce netta delle altre porte deve essere di almeno 75 cm.

L’altezza delle maniglie deve essere compresa tra 85 e 95 cm (consigliata 90 cm).

Pavimenti

I pavimenti devono essere di norma orizzontali e complanari tra loro e, nelle parti comuni e di uso pubblico, non sdrucciolevoli.

Infissi esterni

Le porte, le finestre e le porte-finestre devono essere facilmente utilizzabili anche da persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali.

I meccanismi di apertura e chiusura devono essere facilmente manovrabili e percepibili e le parti mobili devono poter essere usate esercitando una lieve pressione.

Ove possibile si deve dare preferenza a finestre e parapetti che consentono la visuale anche alla persona seduta.

Arredi Fissi

La disposizione degli arredi fissi nell’unità ambientale deve essere tale da consentire il transito della persona su sedia a ruote e l’agevole utilizzabilità di tutte le attrezzature in essa contenute. Deve essere data preferenza ad arredi non taglienti e privi di spigoli vivi.

Servizi igienici

Nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l’utilizzazione degli apparecchi sanitari.

Deve essere garantito in particolare:

  • lo spazio necessario (minimo 100 cm misurati dall’asse dell’apparecchio sanitario) per l’accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e al bidet, alla doccia (deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile), alla vasca da bagno (minimo 140 cm lungo la vasca con profondità minima di 80 cm), al lavatoio alla lavatrice; l’asse della tazza w.c. o del bidet deve essere posto ad una distanza minima di cm 40 dalla parete laterale, il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore e il piano superiore a 45-50 cm dal calpestio;
  • lo spazio necessario (minimo 80 cm misurati dal bordo anteriore del lavabo) per l’accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, che deve essere del tipo a mensola e con il piano superiore posto a cm 80 dal calpestio;
  • la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca; nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e installare il corrimano in prossimità della tazza w.c., posto ad altezza di cm 80 dal calpestio, e di diametro cm 3 – 4; se fissato a parete deve essere posto a cm 5 dalla stessa.

Cucine

Nelle cucine gli apparecchi e quindi i relativi punti di erogazione devono essere preferibilmente disposti sulla stessa parete o su pareti contigue.

Al di sotto dei principali apparecchi e del piano di lavoro va previsto un vano vuoto per consentire un agevole accostamento anche da parte della persona su sedia a ruote per un’altezza minima di cm 70 dal calpestio.

Balconi e Terrazze

La soglia interposta tra balcone o terrazza e ambiente interno non deve presentare un dislivello tale da costituire ostacolo al transito di una persona su sedia a ruote.

E’ vietato l’uso di porte-finestre con traversa orizzontale a pavimento di altezza tale da costituire ostacolo al moto della sedia a ruote.

Almeno una porzione di balcone o terrazza, prossima alla porta-finestra, deve avere una profondità tale da consentire la manovra di rotazione della sedia a ruote.

Percorsi orizzontali

Corridoi e passaggi devono presentare andamento quanto più possibile continuo e con variazioni di direzione ben evidenziate.

I corridoi non devono presentare variazioni di livello; in caso contrario queste devono essere superate mediante rampe.

La larghezza del corridoio e del passaggio deve essere tale da garantire il facile accesso alle unità ambientali da esso servite e in punti non eccessivamente distanti tra loro essere tale da consentire l’inversione di direzione ad una persona su sedia a ruote.

Ascensore

L’ascensore deve avere una cabina di dimensioni minime pari a 1,30 m di profondità e 0,95 m di larghezza tali da permettere l’uso da parte di una persona su sedia a ruote. Le porte di cabina e di piano devono essere del tipo automatico e di dimensioni tali da permettere l’accesso alla sedia a ruote. Il sistema di apertura delle porte deve essere dotato di idoneo meccanismo (come cellula fotoelettrica, costole mobili) per l’arresto e l’inversione della chiusura in caso di ostruzione del vano porta.

Autorimesse

Il locale per autorimessa deve avere collegamenti con gli spazi esterni e con gli apparecchi di risalita idonei all’uso da parte della persona su sedia a ruote.

Lo spazio riservato alla sosta delle autovetture al servizio delle persone disabili deve avere dimensioni tali da consentire anche il movimento del disabile nelle fasi di trasferimento.

 

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Riassunto

Un ottimo articolo completo sugli accorgimenti tecnici per il superamento delle barriere architettoniche

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Informazioni sull'autore

Salvatore Figliolia

Salvatore Figliolia

Sono Salvatore Figliolia, laureato a pieni voti presso il Politecnico di Bari ed esercito la professione di Ingegnere Civile Trasportista da ormai più di 3 anni in un’importante azienda di costruzioni stradali come tecnico di cantiere, operante in tutta Italia.
Da sempre portavoce di problematiche piccole e grandi che riguardano la vita di tanti cittadini andriesi
Tanti progetti e tante idee che mi guidano e che mi stimolano a guardare sempre in avanti, con tanta forza e tanta pazienza!

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