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SISTEMA EDUCATIVO INTEGRATO 0-6 2017

Valeria Liso
Scritto da Valeria Liso

Sistema educativo integrato 0-6 anni: come funziona?

Il MIUR ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 13 aprile del 2017 n° 65 “istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’art. 1 commi 180 e 181 lettera e) della legge 13 luglio 2015 n.107”, che è uno degli 8 decreti attuativi della delega per la riforma del sistema di istruzione scolastica (c.d. “Buona Scuola) approvati dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 07/04/2017.

 

 

Detto decreto è formato da 14 articoli.

L’art. 1 (Principi e finalità) indica le finalità consistenti nella continuità del percorso educativo e di istruzione da 0 a 6 anni; prevede un piano di azione nazionale pluriennale di promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione ed un apposito fondo istituito presso il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca.

Gli artt. 2 (Organizzazione del Sistema integrato di educazione e di istruzione) e 3 (Poli per l’infanzia) descrivono i diversi servizi educativi per l’infanzia: a)nidi e micronidi per bambini da 3 a 36 mesi di età; b)sezioni primavera per bambini da 24 a 36 mesi di età, aggregate alle scuole per l’infanzia statali o paritarie o inserite nei Poli per l’infanzia; c)servizi integrativi che concorrono all’ educazione e alla cura delle bambine e dei bambini e soddisfano i bisogni delle famiglie in modo flessibile e diversificato sotto il profilo strutturale ed organizzativo. Essi si distinguono in: 1)spazio gioco per bambini e bambine dai 12 ai 36 mesi di età, affidati  a  uno  o  più  educatori  in  modo continuativo in un ambiente organizzato con finalità  educative,  di cura e di socializzazione; non  prevedono  il  servizio  di  mensa  e consentono una frequenza flessibile per un  massimo  di  5  ore giornaliere; 2)centri per bambini e famiglie,  che  accolgono  bambine  e bambini dai primi mesi di vita insieme ad  un  adulto  accompagnatore; offrono un contesto qualificato per  esperienze  di  socializzazione, apprendimento e gioco e momenti di comunicazione e incontro  per  gli adulti sui temi dell’educazione e della genitorialità, non prevedono il servizio di mensa e consentono una frequenza flessibile; 3)servizi educativi in contesto domiciliare, che accolgono bambine  e  bambini  da  3 a 36 mesi e concorrono con le famiglie alla  loro  educazione  e cura. Essi sono caratterizzati dal numero ridotto di bambini affidati a uno o più educatori in modo continuativo.

I servizi educativi per l’infanzia sono gestiti dagli Enti locali in forma diretta o indiretta, da altri enti pubblici o da soggetti privati; le sezioni primavera possono essere gestite anche dallo Stato.

L’art. 4 (obiettivi strategici del Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni) indica gli obiettivi da raggiungere con il sistema integrato in coerenza con le politiche europee:

a)raggiungimento di almeno il 33% di copertura della popolazione sotto i 3 anni di età a livello nazionale; b)diffusione territoriale dei servizi educativi per l’infanzia in almeno il 75% dei comuni, anche in forma associata; c)generalizzazione progressiva della scuola dell’infanzia per tutti i bambini da 3 a 6 anni di età;d)l’inclusione di tutti i bambini;e)la qualificazione universitaria del personale dei servizi educativi per l’infanzia;f)formazione in servizio per il personale del Sistema integrato; g)il coordinamento pedagogico territoriale; h)l’introduzione di condizioni che agevolino la frequenza dei servizi educativi per l’infanzia. Tali obiettivi devono essere perseguiti nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili.

 

I successivi articoli invece individuano le rispettive competenze dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali.

Lo Stato:

  • indirizza e coordina il Servizio integrato di educazione e istruzione a livello nazionale;
  • assegna le risorse a carico del proprio bilancio nei limiti del Fondo previsto dall’art. 12 che, a partire dal 2019 è di 239 milioni di euro annui;
  • definisce i criteri di monitoraggio e di valutazione dell’offerta educativa e didattica del Sistema integrato di educazione, che verrà svolto dalle regioni e dalle scuole secondo le norme dell’ autovalutazione e valutazione del sistema di istruzione (INVALSI);
  • promuove la formazione del personale;
  • definisce gli orientamenti educativi nazionali per i servizi educativi per l’infanzia avvalendosi di un’apposita commissione nazionale. Tale commissione viene nominata dal Ministro e ha compiti propositivi e consultivi, avvalendosi anche della consulenza di associazioni di genitori; etc.

Le Regioni ad es.:

  • provvedono alla programmazione territoriale del Sistema integrato;
  • definiscono gli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia ed il controllo sul loro rispetto.

Gli Enti Locali:

  • gestiscono in forma diretta o in convenzione servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia;
  • monitorano e verificano il funzionamento dei servizi educativi per l’infanzia del proprio territorio;
  • attivano il coordinamento pedagogico dei servizi del proprio territorio;
  • coordinano la programmazione dell’offerta formativa;
  • promuovono la formazione in servizio di tutto il personale del Sistema integrato di educazione e di istruzione;
  • definiscono le modalità di coinvolgimento e partecipazione delle famiglie;
  • promuovono la continuità con il primo ciclo d’istruzione.

L’art. 8 (Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione) prevede che il Governo, previa intesa della Conferenza Stato-Regioni, predisponga un Piano di azione nazionale pluriennale per la realizzazione del Sistema integrato. Tale Piano ha la finalità di escludere i servizi educativi per l’infanzia dai servizi pubblici a domanda individuale.

Ai sensi dell’art. 9 (Partecipazione economica delle famiglie ai servizi educativi per l’infanzia) in base ad un’intesa Stato-Regioni viene fissato il valore massimo di contribuzione delle famiglie per i servizi educativi dell’infanzia. Gli Enti Locali sulla base dell’ISEE possono stabilire delle agevolazioni o delle esenzioni. Le aziende pubbliche e private possano erogare “Buoni nido” ai propri lavoratori, esenti da oneri fiscali e previdenziali fino ad un massimo di € 150 mensili.

Infine ogni due anni il Ministro dell’istruzione ai sensi dell’art.11 (Relazione sullo stato di attuazione del Piano di azione nazionale pluriennale) presenta una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione.

 

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4.8

Riassunto

Un buon articolo che parla del sistema integrato di educazione ed istruzione dalla nascita fino ai sei anni.

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Informazioni sull'autore

Valeria Liso

Valeria Liso

Valeria Liso, abogado, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bari nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, si occupa di amministrazione di sostegno, tutela, disabilità e previdenza.
Ha moderato il seminario giuridico dal titolo "La tutela dei soggetti deboli: tra legge e prassi per l'amministratore di sostegno e il tutore", tenutosi presso l' Università Degli Studi di Bari - Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Prof. Contento; è autrice dell'articolo "Down, una preziosa risorsa" e dell'articolo "Quale assistenza nelle nostre scuole", entrambi pubblicati sulla Gazzetta Del Mezzogiorno Nord barese.

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